Caratteristiche
La salita Nesso – Sormano è lunga 13 km, parte da un altitudine di 280 m da Nesso e raggiunge i 1.127 m
presso la Colma di Sormano, con un dislivello di 855 m.
Pur senza raggiungere pendenze elevatissime come il Ghisallo, questa è una delle salite più impegnative
del triangolo lariano. Se depurata del riposante tratto del Piano del Tivano presenta una pendenza media
del 7,4%., con punte massime di pendenza del 12%. Il fondo stradale è in discrete condizioni, la carreggiata
sufficiente ampia, l'ombreggiatura presente a tratti, i tornanti da affrontare sono dodici. Anche questa
salita viene inserita spesso tra le tappe del Giro di Lombardia.
Percorso:
La salita può essere sostanzialmente suddivisa in tre porzioni: la prima di dieci chilometri, da Nesso
al Piano del Tivano, è lunga e alquanto impegnativa, con una pendenza media del 7%; la seconda e la terza
sono di pari sviluppo (1600 metri), ma mentre la prima è totalmente pianeggiante, la seconda presenta una
pendenza media del 8,9%.
La strada per il Pian del Tivano , che si imbocca all’uscita di Nesso, lasciando la S.P. 583 alle spalle,
sale tortuosamente (nove tornanti nei primi 5 km) dal Lago di Como sino allo spartiacque con la Valle del
Lambro, attraversa piccoli paesini aggrappati sulle pendici del Monte San Primo e inizialmente propone scorci
sul ramo occidentale del Lago dove si intravedono, ad esempio Argegno e l’imbocco della Valle d’Intelvi. Le
pendenze si attestano per questo segmento intorno al 7/8%.
Durante il percorso si attraversa la località di Erno, dove fin dal 1600 esiste una tessitura di reti metalliche, si passa per Zelbio, (circondata da magnifici boschi) dove sono presenti le grotte di Tacchi e di Zelbio. Infine si giunge alla vasta conca del Pian del Tivano. Sulla strada che attraversa l’altopiano si apre il "Buco della Niccolina", nel quale si riversano le acque piovane raccolte dal bacino. Uno dei tratti più difficili si trova a cavallo di Zelbio, ma altri passaggi di un certo impegno sono posti a Comei (km 9,3) e soprattutto nell' ultimo chilometro, dove la distanza può cominciare a farsi sentire. Giunti alla Colma si incontra l’Osservatorio meteorologico e soprattutto un rifugio alpino dove è possibile ristorarsi ammirando dall'alto il panorama di una fetta della Valassina con Sormano, Caglio e Rezzago.
E’ importante ricordare che la Colma di Sormano risulta molto conosciuta dagli appassionati di ciclismo in quanto punto finale della celebre salita del “Muro di Sormano”: Il Muro di Sormano entrò nel percorso del Giro di Lombardia nel 1960, quando il patron Vincenzo Torriani, volendo rendere più selettiva la corsa, decise di aggiungere questa nuova salita, breve ma dalle pendenze fortissime, dopo il tradizionale passaggio sul Ghisallo e prima dell'arrivo a Como. L'effetto desiderato fu raggiunto persino oltre le aspettative: la salita si rivelò così dura che molti professionisti furono costretti a scendere di bicicletta e proseguire a piedi. Il Muro di Sormano rimase nel percorso di gara per tre edizioni, fino al 1962: in quell'anno Ercole Baldini stabilì il primato dell'ascesa in 9'24". Dopodiché si decise di non affrontare più questa salita troppo estrema, anche perché la gara veniva falsata dalle numerose spinte che i corridori ricevevano dagli spettatori. Per diversi anni la strada del Muro è caduta in disuso, è stata recentemente riaperta e valorizzata a livello storico - artistico grazie a Interventi di Land Art.
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